Lo stoicismo: la logica

Per logica si intende lo studio della validità dei discorsi. In altri termini, la logica indaga le modalità con cui pensiamo.

La logica è un’invenzione aristotelica. Ma Aristotele la chiamava: analitica. I primi a chiamarla logica sono invece gli stoici.

La differenza fra la logica aristotelica e la logica stoica si articola principalmente intorno a due punti:

  1. Cosa sono i concetti
  2. Come si svolgono i ragionamenti

Primo punto: i concetti. I concetti sono gli oggetti universali dei nostri discorsi.

Per Aristotele i concetti rimandano a degli universali che esistono in natura ed esprimono l’essenza degli enti che fanno parte di un certo concetto. Esempio: il concetto di uomo è che l’uomo è un animale razionale. In questo senso i concetti rimandano all’essere, alla struttura pre-determinata della realtà. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che qualunque individuo, in quanto partecipa al concetto di uomo, ha come sua caratteristica essenziale quella di essere un animale razionale.

Per gli stoici invece i concetti sono segni, ovvero termini stabiliti dall’uomo, non sono pre-esistenti all’uomo, non rimandano alla struttura dell’essere. Ad esempio: la parola uomini deriva da una nostra immagine, da una nostra rappresentazione mentale che deriva dall’esperienza che facciamo concretamente di tanti individui. Dunque il concetto non è universale che appartiene alla natura, ma un termine che utilizziamo per comodità per riferirci a delle realtà concrete.

Secondo punto (che deriva dal primo): lo svolgimento dei ragionamenti.

Per Aristotele il ragionamento per eccellenza è il sillogismo. Il sillogismo è un ragionamento di tipo dimostrativo, in cui a partire da certe evidenti premesse si possono individuare delle conclusioni valide. Esempio: tutti gli animali sono mortali, gli uomini sono animali, dunque gli uomini sono mortali.

Per gli stoici invece il ragionamento per eccellenza è un ragionamento di tipo anapodittico. Ovvero: un ragionamento in cui sia le premesse che le conclusioni sono evidenti sul piano empirico, non dimostrativo.

Perché questa differenza con Aristotele? Perché per Aristotele i sillogismi sono possibili perché esistono gli universali in natura e quindi possiamo sviluppare un ragionamento a partire da una data essenza di un concetto.

Per gli stoici invece dobbiamo procedere per proposizioni condizionali, fondati sulla formula “se…allora….”, ovvero: “se si verifica una certa condizione, allora la conseguenza è X”. Questo tipo di proposizioni sviluppano ipotesi che sono confermate o negate dalla semplice verità di fatto.

Gli stoici individuano cinque possibili forme di base di ragionamento anapodittico. Vediamone un esempio.

La formula dell’Ipotesi è: se è A allora è anche B; è A. Dunque è B.

Facciamo un esempio concreto. Poniamo che A sia il Giorno e B sia la Luce.

La formula “se è A allora è anche B; è A. Dunque è B” diventa: “Se è GIORNO allora è anche LUCE; è GIORNO. Dunque c’è LUCE”

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