Dal ballo alla storia: il can can, il lindy hop, il twist

In questo breve percorso parliamo di tre balli che sono divenuti simboli di tre periodi storici differenti: il can can della belle epoque, il lindy hop della grande depressione, il twist del miracolo economico.

Il can can

Il can can è una danza francese dall’andamento particolarmente vivace. In voga alla fine dell’Ottocento, è un ballo che fa parte dell’immaginario comune, in particolare per essere il simbolo delle serate del Moulin Rouge, locale parigino del quartiere di Pigalle, ai piedi di Montmartre, il quartiere delle avanguardie artistiche. Il can can viene ballato da ballerine che, schierate l’una accanto all’altra, alzano ritmicamente le gambe fino ad arrivare, parzialmente, a scoprirle. A immortalare queste scene nell’immaginario collettivo è in particolare Henri de Toulouse-Lautrec, artista che realizza una serie di manifesti pubblicitari per il Moulin Rouge fra il 1889 e il 1892.

Il can can è uno dei simboli della belle epoque.
Con questo termine ci si riferisce alla stagione attraversata dalla Francia a cavallo fra ‘800 e ‘900, stagione in cui il crescente benessere economico si accompagna a una crescita delle possibilità materiali, il che si traduce, in particolare per le classi agiate, in uno stile di vita sempre più spensierato.
Ma di belle epoque si può parlare in generale per l’Europa che in questi anni:
1) Vede le innovazioni della rivoluzione industriale apportare notevoli miglioramenti nella vita quotidiana (dalla lampadina all’automobile, dalla radio alla fotografia).
2) Conosce una forte crescita economica dopo il rallentamento dei prezzi che avevano caratterizzato la cosiddetta Grande depressione (1873-1896).
3) Vede aprirsi un lungo periodo di pace dopo la parentesi del conflitto franco-prussiano del 1870
4) Si espande attraverso grandi imperi coloniali, quello inglese e quello francese in particolare.
In generale dunque questo è un periodo di prosperità e ottimismo: esemplificative è l’organizzazione delle varie esposizioni universali a partire dal 1851, in cui viene celebrato il progresso scientifico e tecnologico.
Ma questo ottimismo si rivela una pura illusione: dietro alla prosperità si celano tensioni che sfoceranno nella Grande Guerra, la quale metterà fine all’egemonia europea sul globo.

Il lindy hop

Il lindy hop è un ballo dal ritmo swing: siamo dunque dentro al mondo del jazz e della comunità afroamericana.
Il ballo nasce alla fine degli anni Venti, ma conosce il vero successo nel corso degli anni Trenta, finendo per espandersi anche nel pubblico bianco e, dopo la fine della guerra, al di là dell’Oceano.
Caratteristiche del lindy hop sono:
1) Si tratta di un ballo sociale
2) L’improvvisazione, propria tanto dei musicisti quanto dei ballerini
3) Il ritmo legato al concetto di bounce, ovvero: pulsazione

Proprio per il suo tratto legato alla socialità, il lindy hop si diffonde negli anni Trenta, in cui gli Stati Uniti entrano nella Grande depressione. A fronte di una gravissima crisi economica, infatti, il lindy hop diventa un’occasione di svago, anche perché viene ballato in locali a prezzi tutto sommato accessibili ad una popolazione sempre più in difficoltò.

La grande depressione arriva negli Usa in maniera quasi improvvisa, dopo la portentosa crescita degli anni Venti, ricordati infatti come gli anni ruggenti. Sono anni in cui, grazie all’espansione del modello taylorista-fordista, si assiste a un crescente benessere fondato sulla diffusione di beni di consumo durevole.
Questa crescita si interrompe bruscamente nel 1929, a partire dal crollo della Borsa di New York. Gli Usa entrano in una spirale negativa. Nell’arco di quattro anni:
1) si arrivano a contare 14 milioni di disoccupati
2) la produzione industriale crolla del 50%
3) circa 5000 banche falliscono

Da questa crisi gli Stati Uniti si risolleveranno solo a fatica, a partire dal 1933 quando, con Roosvelt presidente, viene avviata la politica del New Deal, fondata sul rilancio degli investimenti statali, tanto a favore della produzione quanto di un sistema di sicurezza sociale.

Il twist

Il twist è un ballo di origine statunitense, che si diffonde in Europa negli anni Sessanta.
Il twist è una derivazione del rock and roll, da cui il suo tipico ritmo veloce.
Caratteristiche del ballo sono:
1) i ballerini della coppia non si toccano
2) le gambe compiono il twist, ovvero la rotazione oscillante, mentre il piede rimane ancorato a terra

Grazie alla sua leggerezza, il twist diventa il simbolo di un Occidente in forte espansione economica fra anni Cinquanta e Sessanta.
Per l’Italia questi sono gli anni del miracolo economico, che esplode in particolare fra il 1958 e il 1963. Non a caso canzoni iconiche di questi anni sono proprio a ritmo di twist, come Tintarella di luna – cantata da Mina nel 1959 – e Saint Tropez twist – presentata da Peppino Di Capri nel 1962.

Caratteristiche degli anni del miracolo economico sono:
1) la crescita media del Pil, su base annua, di più del 6%
2) l’industrializzazione del Paese e l’avvio di una espansione del settore terziario
3) la crescita dei redditi medi, accompagnata dalla diffusione di beni che cambiano il rapporto con la casa (come la lavatrice e il frigorifero) e col tempo libero (come la televisione e l’automobile.
Il miracolo economico porta con sé però anche profonde contraddizioni, a causa della crescita del divario con chi resta ai margini del benessere. Una delle conseguenze del miracolo è infatti la crescita dei flussi migratori, il che porta a una urbanizzazione disorganizzata e allo sfruttamento di una manodopera non qualificata a basso costo.
Tutto questo accelera le tensioni sociali, che sfoceranno nei conflitti degli anni Sessanta.

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